"Godetevi il concerto con occhi e orecchie, per favore niente foto o riprese".L'avvertimento era chiaro all'ingresso, e totalmente legittimo per chi è al concerto del giapponese
Miyavi per godersi un'ora e mezza di show, ma per chi, per lavoro, deve fare qualche foto per accompagnare questo live-report, la cosa è difficile. Anzi, impossibile, visto che la security giapponese continuava a far ronde nel ocale anche durante lo show, e dopotutto è meglio rispettare il desiderio dell'artista. Quindi, niente foto di Miyavi nel suo primo concerto italiano, mi spiace.
Si possono però tirare le somme di un concerto molto ben riuscito in una Domenica sera a Milano. Miyavi è considerato uno dei padrini della scena visual kei giapponese, e stasera l'ha dimostrato, mettendo in campo tutta la versatilità che lo stile musicale consente: per chi non lo sapesse, infatti, nel visual kei (come suggerito dal nome), conta più l'aspetto, il modo di truccarsi e acconciarsi, piuttosto che la musica suonata. Succede così che nella stessa scena si ritrovino gruppi goth metal, gruppi pop, gruppi j-pop, gruppi glam... e molto spesso la stessa band gira fra i generi.
Miyavi inizia quindi con un pezzo metal, passando col secondo al gothic, mentre la terza e quarta canzone sono ottimi brani da top ten estiva, con ritornellone orecchiabile (in giapponese!) e addirittura incitazioni dal palco a tirar su le mani, come in discoteca. Tutto questo mix di generi nn sarebbe possibile se il cantante/chitarrista non avesse un carisma eccezionale, capace di suscitare urla da tutta la sala semplicemente puntando un dito. Interessante poi come Miyavi abbia voluto calarsi nella cultura del luogo in cui suona il concerto, imparando alcune frasi italiane efficaci, partendo da "ciao" per arrivare ad uno scambio di battute "Vi state divertendo? Io mi sto divertendo molto", che personalmente mi ha stupito (solitamente ad un concerto di band estera non si va oltre al "grazzi"...).
Da parte sua, il pubblico italiano dei magazzini Generali ripaga il giapponese con un calore formidabile, fra palloncini a forma di cuore goinfiati "a sorpresa", e cori ad una sola voce per richiamarlo durante la pausa per il cambio d'abito.
Serve chiaramente apertura mentale e musicale, per avvicinarsi al genere visual, ma i concerti vissuti in questo modo diventano un evento parecchio interessante, anche per chi ascoltava il gruppo per la prima volta.
Peccato per le foto, però! Così non posso mostrarvi l'ingresso "trionfale" del cantante nascosto da un ombrellino giapponese, o le coreografie del pubblico, forse la parte più affascinante dello show, grazie al forum italiano
miyavi.forumcommunity.net, che ha organizzato il tutto. Sarà per la prossima volta?
alle 13:52
Musika
beh...perfettamente legittimo un paio di palle! XD
non vedo che male possano fare due foto...