TRANSATLANTIC: Musica Metal intervista Pete Trewavas - Novembre 2009
Pubblicato da Paolo Bianco alle 18:46 in Intervista in Esclusiva
CIAO PETE! INNANZI TUTTO, BENTORNATO SULLE SCENE CON LA TUA "ALTRA" BAND!
"Grazie mille!"
SAI, IN MAGGIO HO INTERVISTATO MIKE PORTNOY, E MI AVEVA RIVELATO LO STATO DEI LAVORI DEL NUOVO CD DEI TRANSATLANTIC, SOTTOLINEANDO COME TUTTI NOI DOVESSIMO SOLO RINGRAZIARE IL DIO ONNIPOTENTE SE HA PARLATO A NEAL MORSE E GLI HA DETTO CHE SAREBBE STATA COSA BUONA E GIUSTA COMPORRE UN ALTRO ALBUM CON I TRANSATLANTIC, VISTO CHE NEAL ORMAI BASA TUTTA LA SUA VITA SULLE RIVELAZIONI DIVINE. TU CHE NE PENSI DI QUESTA DICHIARAZIONE, PUO' ESSERE UN MODO GIUSTO DI INTERPRETARE IL VOSTRO RITORNO SULLE SCENE?
"Ti dirò, è un buon modo per descrivere le cose, sì. Ormai da molti anni, Neal si rivolge a Dio in continuazione, ogni volta che deve prendere una decisione, ed evidentemente all'inizio dell'anno Neal ha sentito che Dio gli diceva che tornare con i Transatlantic sarebbe stata una cosa giusta da fare. C'è da dire che il tempismo è stato perfetto, e tutti noi siamo contenti di essere tornati a lavorare insieme. Abbiamo registrato a Nashville, presso gli studi di Neal, e siamo sicuri di aver prodotto un album molto solido."
COME DICI TU, IL TEMPISMO E' STATO PERFETTO, PERCHE' RIUNIRE DI PUNTO IN BIANCO I MEMBRI DI UN SUPER-GRUPPO NON DEVE ESSERE FACILE!
"Una bella fortuna, sì, perchè io e Mike abbiamo tantissimi impegni e delle tabelle di marcia molto fitte, con le nostre band, ma in Aprile siamo riusciti a trovare il tempo necessario per tutti noi."
OVVIAMENTE TU HAI LA TUA BAND "PRINCIPALE", I MARILLION, CON CUI TENERTI IMPEGNATO E DA CUI TRARRE SODDISFAZIONI MUSICALI, MA NEL 2002 COME TI SEI SENTITO QUANDO NEAL ANNUNCIO' CHE I TRANSATLANTIC AVREBBERO DOVUTO SCIOGLIERSI, SOSTANZIALMENTE, PER UN MOTIVO RELIGIOSO?
"Principalmente rimasi molto sorpreso! Anche deluso, ovviamente, perchè il tempo passato con i Transatlantic era stato fantastico per me, e mi sarebbe piaciuto registrare almeno un altro album con loro. Ma se ci pensi bene, Mike Portnoy si è sempre focalizzato su side-projects incidendo con ognuno solo due album e poi abbandonandoli, quindi dentro di me quasi non ci speravo, che avremmo inciso un terzo album. Quindi, un po' me lo aspettavo che prima o poi la pacchia sarebbe finita, e fui sorpreso nello scoprire che fu Neal a dire che abbandonava la band! Fui ancora più sorpreso, però, quando disse che avrebbe abbandonato anche gli Spock's Beard, la sua band principale!"
E COME TI SEI SENTITO, QUANDO HAI RICEVUTO LA PROPOSTA DI TORNARE A REGISTRARE CON I TRANSATLANTIC?
"Il primo pensiero fu 'Porca vacca non ho tempo di farlo!', visto che in quel preciso momento ero impegnato con i Marillion (come sempre d'altronde!), ma sono riuscito a liberarmi, anche perchè per me è sempre divertente stare in studio con questi ragazzi!"
QUANDO NEAL TI HA PROPOSTO DI TORNARE CON I TRANSATLANTIC, AVEVA DI SICURO GIA' IN MENTE CHE DIREZIONE AVREBBE PRESO L'ALBUM, O SBAGLIO?
"Penso sia corretto dire che Neal, prima ancora di contattarci, aveva scritto un brano chiamato 'The Whirlwind', che durava circa 45 minuti. Ha chiamato me e Roine, per renderlo più fluido, e più lungo... come un album! Devo ammettere che io e Roine eravamo un po' dubbiosi su questa proposta, perchè non ci lasciava tantissimo spazio per la nostra libertà compositiva, ma ci siamo scambiati qualche email e abbiamo deciso di andare a Nashville senza pregiudizi e senza una idea precisa di quello che avremmo fatto.
Alla fine tutto è andato per il meglio, Neal ha usato la maggior parte di The Whirlwind, io sono riuscito a fare accettare un pezzo di musica che avevo scritto mentre ero in tour con i Marillion, e ognuno ha avuto la libertà di dire la sua sul risultato finale.
In sostanza, abbiamo iniziato a suonare insieme partendo da un riff di Whirlwind, poi siamo passati ad espandere la mia idea di canzone, e il giorno dopo abbiamo jammato partendo dalle idee di Roine, è stato un modo molto produttivo di lavorare."
IN QUESTI GIORNI E' USCITO ANCHE "LESS IS MORE", NUOVO ALBUM DEI MARILLION IN CUI RIVISITATE IN CHIAVE ACUSTICA VECCHIE CANZONI DELLA BAND. A LIVELLO MUSICALE, QUAL E' STATA LA SFIDA MAGGIORE: COMPORRE I NUOVI BRANI DEI TRANSATLANTIC, O RIARRANGIARE I VECCHI BRANI DEI MARILLION?
"Si tratta di due diverse discipline musicali, a dire il vero: la cosa più difficile è decisamente scrivere materiale nuovo, comporre partendo da zero, inseguendo le proprie idee. Per i Transatlantic si è trattato di mettere a fuoco un'idea che avevo in testa da parecchi mesi, una base di pianoforte che alla fine è diventata la base di alcuni pezzi di The Whirlwind, una volta arricchita di altre idee. Per il nuovo album dei Marillion, invece, si è trattato di riarrangiare vecchie canzoni, ed è stato un gran divertimento, per me, non l'ho trovata una sfida troppo difficile. Direi proprio che lo scopo di "Less Is More", era quello di registrare un nuovo album dei Marillion senza la pressione di dover comporre nuovi brani, e in particolare nuovi testi. Calcola che negli ultimi cinque anni abbiamo scritto due doppi album e un album "normale", il che vuol dire una marea di nuova musica ma soprattutto una marea di testi, di idee su cose di cui cantare... Steve Hogarth si meritava una pausa per il cervello!"
UNA COSA CURIOSA RIGUARDO A THE WHIRLWIND, E' CHE DURA 77 MINUTI E 55 SECONDI, OVVERO RIEMPIE PER INTERO LA CAPIENZA DI UN CD-AUDIO. QUANTO LAVORO DI EDITING C'E' DIETRO AD UNA LUNGHEZZA DEL GENERE? AVETE TAGLIATO DELLE PARTI, O ALLUNGATO DELLE ALTRE, PER POTER DIRE "WOW, ECCO, PIU' DI COSI' IN UN CD NON CI STA"?
"Ma non è stata una cosa voluta!"
MI STAI DICENDO CHE E' UNA COINCIDENZA, SE AVETE SUONATO PER UN TOTALE DI 77:55 MINUTI? E' INCREDIBILE!
"Sì, esatto, è una cosa che è semplicemente successa, così. Gli ultimi secondi del cd si potrebbero suonare all'infinito in un'outro con fade-out, ma andavano bene così, e il cd si chiude esattamente come volevamo chiuderlo. Abbiamo scoperto dopo, che anche volendo non saremmo riusciti ad aggiungere altra musica!
Per questo disco, così come per gli altri dei Transatlantic, ci siamo dovuti tutti e quattro affidare alla nostra esperienza come musicisti, per capire al volo cosa ci piaceva e cosa no, visto che avevamo pochissimo tempo a disposizione per comporre e registrare, prima che venissimo tutti ri-assorbiti dai nostri rispettivi impegni. Quindi, quello che senti sul cd, è quello che volevamo registrare, senza tagli o parti allungate solo per raggiungere il limite del cd."
QUANTO TEMPO AVETE IMPIEGATO, ESATTAMENTE, PER LA REGISTRAZIONE DEL CD?
"Siamo stati a Nashville per dieci-quindici giorni, ora non ricordo bene, e abbiamo compiuto lì la maggior parte del lavoro. I primi tre giorni abbiamo scritto, o per meglio dire arrangiato le idee che avevamo già in testa, e abbiamo inciso dei demo. Poi abbiamo registrato, una volta sola, l'album dall'inizio alla fine. Una volta messe queste fondamenta, abbiamo iniziato a pensare e scrivere le linee musicali di sottofondo, le "sottigliezze" per così dire. Mike ha registrato le sue parti di batteria in tre giorni, io ho ri-registrato e sistemato le mie parti di basso in due giorni, e contemporaneamente abbiamo anche scritto e arrangiato le otto bonus tracks, fra inediti e cover, che ci saranno sull'edizione speciale del cd.
A parlartene così, mi rendo conto che abbiamo fatto una marea di lavoro di registrazione in pochissimo tempo, è stupefacente! Poi, con l'aiuto delle tecnologie moderne, ognuno di noi si è portato a casa le incisioni, e abbiamo discusso via email sulle modifiche che avremmo dovuto apportare. Quindi, Neal ha registrato le tastiere nel suo studio di Nashville, e ha anche ri-registrato le linee vocali che non lo convincevano. Mike ha registrato le sue parti vocali mentre era già in tour con i Dream Theater, e io ho aggiunto le mie vocals dal mio studio, nell'Oxfordshire inglese. Roine, invece ha lavorato dalla Svezia. Ma in ogni caso, le basi di tutto sono state gettate insieme a Nashville. Il disco è il prodotto di un ottimo lavoro sia a livello musicale, che a livello personale, siamo stati benissimo, tutti e quattro insieme dopo tanto tempo, e le idee sono venute fuori da sole."
DOPO I PRIMI DUBBI INIZIALI, INSOMMA, SEI SODDISFATTO DEL RISULTATO?
"Sì, assolutamente, posso mettere la mano sul fuoco sulla bontà di questo album. Siamo stati fortunati, non so... C'è così tanta musica di scarso livello là fuori, in questo momento, ma noi siamo riusciti a creare qualcosa di nuovo, semplicemente seguendo il nostro istinto. Neal ti direbbe che ci ha aiutato Dio, io ti dico che è stata fortuna... ma l'importante è il risultato, e The Whirlwind mi soddisfa in pieno!"
DA QUALCHE TEMPO I MARILLION DISTRIBUISCONO I NUOVI ALBUM ONLINE, TAGLIANDO FUORI LA VENDITA NEI NEGOZI, MIRANDO DIRETTAMENTE AI PROPRI FAN E INCASSANDO UNA PERCENTUALE MAGGIORE DEGLI INCASSI. HAI PROVATO A SUGGERIRE QUESTA ESPERIENZA ANCHE AI TRANSATLANTIC?
"Oh, no... i Transatlantic stanno con la Inside/Out Records da sempre, ci piace essere una band "vecchio stile", e sono contento che sia così con loro. Prova a immaginarti i Beatles lontani dalla EMI Records, sarebbe stato uno shock... noi siamo nati con la Inside/Out, e penso sia una cosa buona per i fan sapere che usciamo sempre con loro, è un'etichetta specializzata in questo tipo di musica, la gente compra i loro dischi sulla fiducia, a volte, perchè hanno un ottimo catalogo."
LA GENTE AMA ANCORA COMPRARSI UN BEL CD "FISICO", INSOMMA.
"Sì, l'esperimento con i Marillion funziona bene, ma abbiamo ricevuto tantissime richieste di pubblicare i nostri cd anche in formato fisico, che si possa acquistare nel negozio di fiducia o tramite Amazon, o altri siti online. ci sono ancora molte persone nel mondo che non si fidano molto a comprare via internet, a mettere su un sito i dati della propria carta di credito, quindi alla fine, anche gli ultimi dischi dei Marillion sono stati pubblicati in maniera tradizionale, grazie ad un accordo con la Edel Music."
UN'ULTIMA, FONDAMENTALE DOMANDA: CI SONO SPERANZE DI VEDERE I TRANSATLANTIC DAL VIVO?
"Sì, assolutamente. E' probabile che andremo in tour verso la Primavera del 2010, un paio di settimane in Europa e una settimana in America. Penso sia verosimile che uno di questi concerti sarà in Italia, visto che avete sempre supportato i Transatlantic. Forse anche due date... chissà!"







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