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Foto di Denis Barbieri, report di Denis Barbieri e Tommaso Camparada
La serata al si apre, al contrario di quando indicato sul sito, alle 21.00, il running order ufficiale prevederebbe (dalle 20.30):
- Noctem
- Divine Eye
- Hate
- Incantation (headliner della serata).
Tempo di entrare che ecco fanno il loro ingresso sul palco i N... Nerve! Pare infatti che i Noctem siano stati impossibilitati ad arrivare per tempo a causa di problemi alla dogana (probabilmente il tentativo di aspettarli, essendo gli opener, ha causato il ritardo). I Nerve, band genovese, ha quindi avuto la possibilita' di aprire la serata con merit, grazie al loro death metal moderno, parecchio orecchiabile e che si lasciava andare volentieri in pezzi tecnici, con qualche tempo storto e un basso virtuoso in sottofondo. Un ottimo opener per la serata, con la carica giusta.
Il tempo è tiranno, infatti per le 00.30 tutto deve finire ed ecco che a tempo di record cala il sipario e si inizia il soundcheck per i Divine Eye. Prestazione convincente della storica formazione death metal made in usa. Il pubblico inizia ad essere numeroso e a supportare la band che ricambia con poche parole e un ottimo mix di pezzi death metal, mid-tempo trascinanti e stacchi doom opprimenti.
Ancora un cambio di palco a tempo di record ed ecco la formazione polacca degli Hate prendere il palco, mostrando con orgoglio il propio facepaint, mentre il locale inizia ad essere decisamente pieno (quantomeno nell'area concerto). Il gruppo e' molto apprezzato e lo spazio antistante il palco inizia ad essere saturo e si crea il primo pogo. E' finalmente la volta degli Incantation, e per assurdo risultano essere la band con i suoni peggiori, dopo una serata all'insegna della pulizia dal mixer. Purtroppo la performance ne risente in impatto sonoro: appena le canzoni accelerano tutti gli strumenti si mischiano in un unico rumore indiscernibile, negli stacchi più lenti fortunatamente qualcosa si riconosce, ma il macello è totale.
Il pubblico pero' non si fa influenzare e incita la band dall'inizio alla fine rispondendo sempre con foga all'urlo "SHOW ME YOUR HORNS!". Menzione speciale alla potente voce del cantante John McEntee (non quando parlava, però: in quei momenti al limite dell'afonia) e al batterista Kyle Severn!
L'esibizione termina con puntualita' lasciando spazio al dj set, anche se forse il pubblico avrebbe gradito che si continuasse con la musica live fino a notte inoltrata!
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