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A Ravenna lo show degli Ulver è sold-out annunciato già da diverse settimane, e la sera del concerto si respira l'aria delle grandi occasioni. A parte i fortunati che hanno potuto assistere a qualche data precedente (se non addirittura in Norvegia per il Primo Live), per poco meno dei 500 presenti questa e' la prima occasione di vederli e l'attesa e' palpabile. Alle 21.30 inizia lo spettacolo, o meglio il wall-of-sound dello show di apertura: "void ov voices" di Attila Csihar (Mayhem, Aborym, Plasmapool, Sunn O))) e Keep of Kalessin). Due soli brani, per un totale di 35 minuti di oniriche melodie realizzate missando ed effettando con potenza la voce, un mantra che avvolgeva gli attoniti astanti investiti da questo impatto sonoro.
Poi una pausa, necessaria per prepararsi, far crescere il climax. Ed eccoli, le luci si spengono, parte Eos. Inizia l'emozione. Loro sono in una teca, non stanno suonando per noi. Non ci vedono. La musica è arricchita in modo sapiente dai video che vengono proiettati sopra di loro e alle loro spalle; ciò rende lo spettacolo ancora più completo: sia le orecchie che la musica rimangono stimolati ed eccitati.
I video, di grande impatto, si sposano perfettamente con le loro atmosfere che sembrano voler raggiungere qualcosa di ineffabile, e che continuamente gli sfugge. La setlist scorre toccando i vari passaggi della discografia, ignorando però le sonorità più black e folk - scelta ragionevole, visto che mal si sarebbero amalgamate con la serata. Citazione necessaria per brani come Operator e Hallways of Always. Uno scroscio di applausi raggiunge Garm che si accorge di noi con il primo e unico "Thanks". Il tutto si conclude con Like Music e Not Saved che fanno da splendida outro alla serata.
Sipario, applausi. Richiamati dal pubblico, usciti dalla teca, gli Ulver tornano a ringraziare i fan.
Vedere tanti metallari (ma non solo, ovviamente) nel bel teatro Rasi ha sempre il suo colpo d'occhio notevole. L'acustica è ben bilanciata, tranne certi tratti in cui i bassi distorgeva in modo incredibilmente fastidioso, il problema tecnico si è risolto nel giro di 3 o 4 minuti. Altro fastidio quando si sono accese erroneamente le luci della galleria. Ma a parte queste piccole increspature, il sogno-Ulver è stato reso perfettamente come luci, suoni, video. Il pubblico si è dimostrato rapito da tutti questi accorgimenti, applaudendo timidamente, come a non volersi svegliare, tra un brano e l'altro. Ottimo anche il merchandise con LP, CD in edizioni limitate, una manna per i veri appassionati.
Qualcuno strappa a Garm la promessa di tornare entro 15 anni e lui accetta, fino ad allora, «the rest is silence».
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alle 19:53
Onesecondr
aggiungo la setlist del bellissimo show ;)