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Denis Barbieri ci racconta, con immagini e parole, la prima data del tour italiano di Anathema + The Ocean + Peter Carlsen (sublimi come sempre i primi, devastanti i secondi, una sorpresa il terzo). Dopo Bologna, il tour farà tappa a Roma (oggi, il 12), Roncade (il 13) e Milano (il 14): a leggere la recensione, la presenza alle prossime tappe è caldamente consigliata!
ANATHEMA, THE OCEAN, PETER CARLSEN - live @ Estragon, Bologna
11 novembre 2010
Foto e report di Denis Barbieri
Sono le 20 quando davanti all'Estragon si intravvedono una quindicina di persone, in attesa dell'apertura, e un'altra quindicina sono in coda alla cassa. Per quanto non pensassi ad un pienone, sicuramente mi aspettavo qualcosa piu' di cosi'.
La serata prevede come guest prima Petter Carlsen, compositore norvegese di recente acquisizione EMI e i The Ocean, ormai nota band di Berlino (che tornano in Italia dopo aver fatto da spalla a ottobre per i Dillinger Escape Plan, e dopo esser stati derubati - in spagna - della strumentazione, tirando avanti chiedendo aiuto ai fan per avere un letto in cui dormire: attitudine a manetta!). A seguire, ovviamente, il main event: gli Anathema, che tornano in Italia dopo la data al Pistoia Blues Festival, questa volta con un tour di quattro date.
Petter Carlsen propone (iniziando verso le 20.50) estratti dal suo primo (e unico, per ora) album: "You go bird". La performance è di sola chitarra/voce e viene introdotta da Jamie (bassista Anathema) che lo annuncia come un suo grande amico; il tutto è molto "intimo", sentire una cosa del genere all'Estragon mi ha abbastanza stupito e purtroppo non me lo ha fatto apprezzare quanto meriterebbe: il chiacchiericcio della gente presso il bar e vicino al merchandise era ben udibile durante i momenti piu' lenti del concerto, disturbando l'ascolto. Anche il fatto che Carlsen cercasse molto il dialogo (chiedendo per esempio se qualcuno aveva richieste - che sono giunte, ma erano relative ad un eventuale tour con la band, non proponibili in versione solista), per quanto molto bello per il pubblico, l'essere in cosi' pochi in un posto cosi' grande faceva perdere un po' di fascino.. A parte queste stranezze (piu' di mia percezione e sicuramente non dovute a lui), il live e' stato piacevole. Ci e' stata anche introdotta la canzone con la quale ha convinto gli Anathema a portarlo con loro per il tour. Simpatico anche quando annuncia di essere la prima volta che suona in Italia, ironizzando con un "we are making history!".
Sono le 21.10 quando termina Peter; il tempo preparare il palco (e recuperare il fonico di sala, che era sparito e dal palco continuavano a fare cenni per spegnere la musica e abbassare le luci) e il registro cambia considerevolmente, passando ad uno show incentrato sui suoni dei The Ocean. La band ha rilasciato pochi giorni fa (il 9/11) in America il nuovo album Anthropocentric, che segue (anche come concept) il precedente (sempre di quest'anno) Heliocentric, ma non mi pare ne proponga alcun brano, che invece ripercorre la setlist breve del precedente tour coi Dillinger Escape Plan.
I pezzi scorrono con violenza. Fortunatamente c'e' un po' piu' di gente (arriviamo pero' attorno al centinaio o poco piu'), ma non si vede particolare coinvolgimento, lo stesso Rossetti (cantante) al terzo brano salta giu' dal palco per coinvolgere un po' le prime file (e strozzarmi col cavo del microfono - e dire che avevo appena comprato una loro maglietta per smettere la camicia/cravatta con cui ho visto invece Petter Carlsen!). Ottima comunque la performance, che si conclude con The Origin of God alle 22.15 circa.
Ora il pubblico raggiunge il picco di presenza (sulle 400 persone), e giustamente salgono sul palco gli Anathema. Il concerto e' bellissimo, i suoni non sono sempre perfetti (come meriterebbe questo gruppo) ma sono comunque buoni per la maggior parte del tempo (a parte quando ogni tanto sparisce la chitarra di Vincent Cavanagh). Si arriva a meta' show con "Are you there", suonata acustica da Daniel Cavanagh, che serve un po' a spezzare il live (a quel punto sarebbe stata prevista una pausa, ma visto il ritardo accumulato non e' stato possibile) e viene dedicata ad un amico nel pubblico, che si e' fatto 14000km per sentirli e deve tornare a casa per un lutto di famiglia. Finito il brano, finisce la "pausa" presa dal gruppo e si riparte suonando completamente, per la prima volta in italia, l'ultimo album "We're Here Because We're Here". Come scrive e commenta qualche fan, tutto scorre splendidamente e le canzoni volano una dopo l'altra senza alcuna sosta. Si arriva alla fine quando avviene il triste taglio di una delle 2 canzoni conclusive, si salta infatti "One last goodbye" per concludere invece con l'ottima "Fragile Dreams".
Per chi durante il concerto fosse stato nella parte destra (guardando il palco) avra' forse notato una coppia (probabilmente ubriachi, sicuramente fastidiosi) che inveivano contro chi faceva foto ("guardali sti qua coi loro viddiofoninii, aprite gli occhii che state ancora dormendooo" - o qualcosa di altrettanto fastidioso) e urlava a squarciagola coprendo la voce (ottima, tra l'altro) di Vincent. Dopo un german supplex fatto da lui a lei (finiti entrambi a terra rantolanti) la security e' passata per l'ennesima volta per allontanarli.. non so poi che fine abbiano fatto, ma di sicuro erano molto pittoreschi. Una nota di (s)colore, sempre legata alla fotografia, per "l'antipatia" di Daniel Cavanagh (chitarra/voce) che evidentemente odia i fotografi: finita la terza canzone infatti non la security (che solitamente invita ad uscire) ma lui stesso fa ampi cenni con le mani a noi per toglierci da li' sotto... vabbe'. Peccato perche' a fine concerto scende in mezzo al pubblico per fare foto e parlare. Me ne faro' una ragione.
Tralasciando l'affrettata conclusione del concerto, la serata e' stata comunque ottima, lasciando soddisfatti pressoché tutti i presenti e, lasciatemelo dire, il prezzo (che potrebbe sembrare elevato) viene completamente giustificato dalle 2 ore di performance degli Anathema e dagli ottimi special guest. Non posso che consigliare a chi e' in dubbio se andare alle prossime date, di presenziare senza remore.
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