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Milano dice addio al Palasharp: il 30 Aprile la chiusura ufficiale

Martedì 1 Febbraio 2011, 17:21 in News di

palasharp_milano_tensostruttura.jpg

Prima è successo con i locali piccoli, chiusi uno dopo l'altro: Rainbow, Rolling Stone, Musicdrome... i concerti a Milano trovavano sempre meno spazio. Ma nessuno avrebbe immaginato che addirittura potesse chiudere il Palasharp. Eppure, è quello che accadrà il 30 Aprile 2011, stando a quanto riportato dal Corriere Della Sera, secondo il quale 'per il PalaSharp sarà davvero la fine di ogni spettacolo. La tensostruttura targata Togni, 9 mila posti a sedere, 25 anni di successi, si ripiegherà su se stessa, tubo dopo tubo, fino a ridursi a niente'. Al suo posto, dovrebbe sorgere un nuovo centro in linea con i progetti di Expo 2015. Queste parole mi gettano nello sconforto più totale.

Io mi ricordo il primissimo Gods Of Metal nel 1997 (e gli altri seguenti, anche se in quel periodo dell'anno il palazzetto si trasforma nel temutissimo Palaforno). E a proposito di concerti bollenti, il Rock Of Ages nel 2008. Il Priest Feast, recentemente Ozzy Osbourne, Slash, gli Slipknot e gli Unholy Alliance. System Of A Down, Marilyn Manson, Lynyrd Skynyrd, e chissà quanti altri del mio passato più o meno recente che non sto a likare. Anche un po' di wrestling: ci ho visto addirittura un Andre the Giant contro Jim Duggan nel 1988 (!!!), e Raw nel 2008.
E ora, tutto questo non ci sarà più. Spero che l'imprecisato nuovo centro in linea con i progetti di Expo 2015 possa poi ospitare concerti. Sempre che alla giunta comunale non si rechi troppo disturbo. Quel che è certo, è che per almeno (almeno) quattro anni, Milano non avrà una struttura di questa capienza e attrezzatura per gestire concerti. Bella roba.

Vi lascio all'articolo firmato da Olga Piscitelli pubblicato sul corriere.it.

A febbraio partiranno i bandi di gara, il terreno sarà spianato al miglior offerente. Non c'è spazio per la nostalgia. Si volterà pagina. Il silenzio della musica però si farà sentire. Nata sotto l'insegna del levriero chiodato di Trussardi, l'arena dello spettacolo e dello sport sostituì nel giro di poco più di un anno il palazzetto di San Siro caduto sotto il peso della nevicata dell'85. Il Palatenda, progenitore della struttura, aveva retto la scena giusto il tempo necessario a Divier Togni per costruire il nuovo impianto. Un nome per ogni stagione, il Palatrussardi della moda e del craxismo accende i riflettori sul volto già segnato di Frank Sinatra, 70 anni, ma ancora the Voice; era settembre 1986.

La serata inaugurale, curata personalmente dalla moglie del leader socialista, affolla gli spalti di vip e rampanti: «indimenticabile», chiosa chi c'era. Lo sfavillio della moda lascia il posto, nel 2002, al Palavobis dei 40 mila, la strabordante folla del movimento per la legalità che s'era data appuntamento qui, superando nei numeri e nella partecipazione qualsiasi più rosea aspettativa. Il Palatucker naufragò in pochi mesi dopo l'arresto per truffa del signor Tucker. Poi Mazdapalace, poi ancora PalaSharp, adesso palaniente. L'insegna dell'azienda elettronica è ancora issata in cima al tendone, ma la convenzione è scaduta nel 2010.

Su quel palco, tante star da tutto esaurito, Peter Gabriel, Paul McCartney, Phil Collins, Prince, ma anche il Dalai Lama, il Ramadan dei musulmani milanesi (e ora dove andranno per la preghiera del venerdì?) e il raduno dei fedeli di Medjugorie capitanati da Paolo Brosio. Cambio di scena per il Wrestling superstar, gli incontri di tennis, basket e pallavolo. Lo sport fa la sua parte, ma è la musica la vera protagonista. Vigorelli e Palalido inagibili, lo stadio di San Siro centellinato, concesso prevalentemente d'estate, il tendone diventa nella stagione della rinascita del rock a Milano l'unico punto di riferimento per impresari della musica internazionale. Si susseguono, a partire dall'86, i metallari Iron Maiden, Judas Priest, Black Sabbath, Dio, gli immarcescibili Deep Purple che fotografano con un'istantanea le due serate nell'87 nell'album live Nobody is perfect, poi Ozzy Osbourne, i Marillion nell'ultimo tour con Fish, gli Yes con l'orchestra sinfonica.

E, ancora, la lunga stagione dei concerti legati al Festival dell'Unità, con il meglio del cartellone italiano, Venditti, De Gregori, Finardi. I Pooh registrano qui il video del tour di Oasi, nell'88. Pino Daniele sceglie il PalaSharp per festeggiare i 30 anni di carriera; Grillo per il V-Day, nel 2007. Un primo stop si registra tra '91 e '92, quando tutti i grandi dirottano verso Assago, a cominciare dagli U2. Ora, la fine.

Olga Piscitelli

9
9 commenti
9
11 Apr 2012
alle 20:33

NU METAL HEAD

arrivo con più di un anno di ritardo, ma lo sconforto è uguale se non superiore al vostro. una notizia che non avrei mai voluto leggere, mentre scrivo staranno già ricostruendo quello nuovo. porca miseria anch'io lì ho visto il mio primo concerto, e ci sono ritornato altre 3 volte. che tristezza, che si aggiunge alla notizia, che non sapevo anch'essa, della chiusura di altri locali più piccoli tipo il rolling stone. spero che a sto punto non ci chiudano anche il forum e l'alcatraz... FANCULO.

8
08 Feb 2011
alle 03:22

Bellatrix

non ci sono parole per descrivere quello che sto provando, è paragonabile a una perdita di un amico caro. vedendo il titolo mi sono subito venuti in mente i concerti più belli che ho visto li, in prima linea. sto parlando di iron maiden, ozzy osbourne, slipknot, marylin manson (per il quale ho dovuto litigare con mio papà perchè ero 16enne..mentre per gli altri è stato più facile..), solo per citarne alcuni. una vita di concerti. e ora dove andrò?

7
03 Feb 2011
alle 12:09

dana

a volte penso che qualcuno stia tantando di eliminare ogni traccia di cultura dalla vita degli italiani, per lasciarli ignoranti e malleabili: chiusura di locali dove si fa musica, meno soldi al cinema e alle arti, tagli ai fondi per l'struzione...

6
02 Feb 2011
alle 12:53

metalman

io nn posso crederci...il mio primo concerto l ho visto in quel palazzetto...ho una marea di ricordi la dentro...quando la gente capirà l importanza della musica???...è lo svago comune di noi italiani e questi stronzi ci remano contro...AFFANCULO

5
02 Feb 2011
alle 08:27

Gian Luca Cavallini

Faccio il fonico live di professione, in quel palazzetto son stato almeno una quindicina di volte., lasciatemi dire che fra i palazzetti italiani è uno dei POCHISSIMI con un'acustica decente per i concerti.

E parlo di tutta Italia, non solo di Milano...

4
01 Feb 2011
alle 23:05

Giacomo Brunoro

molta tristezza, davvero. penso che il primo concerto visto al palasharp sia stato Satriani nel '95, quando ancora si chiamava palatrussardi (se non ricordo male). da lì in poi ho perso il conto di tutte le volte che ci sono stato per un concerto...

che poi di per sé chiudere un posto non è che sia la fine del mondo, naturalmente se poi ne apri un altro più moderno e funzionale. il punto è ad oggi Milano è una delle poche grandi città europee in cui manchi completamente una struttura dedicata alla musica rock perchè parliamoci chiaro, finora si suonava sempre in posti di "recupero" prestati al rock.

e pensare che stiamo parlando degli unici concerti che ormai fanno il tutto esaurito in italia... mah...

3
01 Feb 2011
alle 18:05

ga

questa si che è una notizia di merda. Che tristezza!

2
01 Feb 2011
alle 17:56

MetalMario

Ho bestemmiato forte leggendo il titolo. Non ci posso credere.

1
01 Feb 2011
alle 17:47

Nicole Judith Ridgway

Non ci sono parole. Uno dei palazzetti più utilizzati in Italia, non solo per concerti (basta leggere le parole della Piscitelli) scompare in nome e per conto di un evento che durerà un anno alla fine del quale rimarranno solo opere inutilizzate. A quanto pare l'esempio di Torino 2006 non è servito a nulla. Come del resto, qualsiasi grande opera in Italia. Addio, "MazdaPalaSharpVobis", rimarrai nelle vecchie foto sbiadite, nelle matrici dei biglietti strappati, nelle magliette fasulle vendute nel vialetto fuori, ma soprattutto nei miei (nostri) ricordi.

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