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PAGANFEST 2011: foto-report dal concerto di Bologna - 24.03.2011

Martedì 29 Marzo 2011, 19:19 in Live di

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Il Paganfest torna puntuale all'Estragon anche nel 2011: come negli anni passati sono i Korpiklaani a guidare il drappello di pagani. Partecipanti a questo tour sono: Unleashed, MoonSorrow, Varg, Arafel e Kivimetsan Druidi (in certe date si sono aggiunti anche Eluvetie e Heidevolk - non da noi). Ecco lo scanzonato report di Denis Barbieri.

Report e foto di Denis Barbieri

Ho purtroppo perso la performance dei Kivimetsan Druidi (sempre grazie ai concerti che iniziano alle 18), giusto il tempo di vederli salutare e scendere dal palco (in mezzo al pubblico) per dispensare abbracci pagani e concedere di farsi rubare l'anima con foto coi fan e far notare che magari la vocalist dei druidi della foresta di pietra [significato del nome della band, ma se leggete questo report saprete il filandese alla perfezione - ndDenis] ricordava un... uhm come dire.. diciamo che sembrava un inno ad un certo salume bolognese.

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E' poi toccato agli Arafel, altra band nordic... uhm. No, sono israeliani. E fanno folk/black metal. Mah.
Due cose ho apprezzato particolarmente di questa band: Helge Stang con un'ottima voce e Nasha Nokturna (la violinista) con un'ottima presenza. Si vocifera che suoni il violino, lei stessa pero' non sembra d'accordo con questa affermazione visto che parte sbagliando il primo pezzo e coi volumi bassissimi. Poi s'impone e il violino inizia a farsi sentire. Allora il pubblico italiano, che deve farsi riconoscere, inizia a cercare di coprire il suono della musica (anche piacevole, la performance e' sicuramente positiva) urlando a squarciagola "NUDA! NUDA!" et similia. Dopo poco dall'inizio decide di screditare le malelingue, i volumi si aggiustano e inizia a suonare le stesse canzoni del resto della band. Ipotizzo un flirt col bassista (Roman "R.K.") visto che si guardavano spesso. Pero' se dovessi basarmi su questo, anche Stang sembrerebbe attratto da Roman. Quindi forse no?
La ruota del tempo continua a girare [1] fino a quando la band se ne va nella nebbia [2].
[1] citazione dovuta al fatto che Arafel e' il nome di una nazione in cui sono ambientate le storie di Robert Jordan per la saga de le "Ruote del tempo"
[2] ovviamente Arafel in ebraico significa nebbia.

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Salutata la piacevole Nasha, sono arrivati brutti omaccioni grossi e pittati: i Varg. Gruppo tedesco, ma che suonando viking abbraccia la cultura norrena "vestendo" colori guerrafondai (rossi e neri) della tradizione. Carichi e convinti, hanno divertito il pubblico, che ha dimostrato di apprezzare la band, impegnata a suonare dal vivo il nuovo album fresco di pubblicazione ("Wolfskult"). Buono anche il pogo (sempre a conferma della buona performance).

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Dopo i lupi e' stata la volta di un'altra band pittata: i MoonSorrow. I finlandesi sono stati i piu' apprezzati (parere non solo mio), molto bravi, molto carichi e bei pezzi. Mi hanno convinto e tornerei sicuramente a vederli. Pubblico molto coinvolto, si vedeva che fin dalle prime file c'era chi s'era aggrappato alle transenne per poter vedere da vicino i loro volti grondanti di sangue. La conclusione e' ad effetto con i membri della band che mandano in dissonanza e in loop i propri strumenti, lasciandoli sul palco e uscendo uno alla volta (per ultimo il batterista). Uscita di scena apprezzata dal pubblico (sicuramente nessuno ha gridato al miracolo, pero' e' piacevole quando qualcuno tenta di fare qualcosa di diverso).

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Veniamo strappati per un momento dalle sonorita' prettamente folk/viking (protagoniste della serata) per venire investiti dai massicci Unleashed. Di "pagan" hanno i testi, che traggono ispirazione da temi della cultura norrena e vichinga. Per chi non ha voluto apprezzare la leggiadrìa dei testi (con cui comparano il rito della comunione cattolica ad una festa di cannibalismo) magari avra' notato che la musica non era prettamente viking (come gia' detto) ma tendenzialmente death. Un gran tiro e una gran performance che ha convinto il pubblico che ben si dimenava all'Estragon.

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Salutati gli Unleashed, accogliamo i veri portatori della fiaccola del paganfest: i Korpiklaani che, per sentirsi piu' a casa, montano un paio di alberelli finti attorno alla batteria, per fare in modo che il clan possa entrare nella sua finta foresta a paganare. Dei Korpiklaani c'e' poco da dire, sono sempre loro: sempre divertenti e scanzonati. Balli di gruppo, a coppia, pazzi che ballano da soli, ce n'e' di ogni (anche Jonne Jarvela che ogni tanto dismette la chitarra e il canto per dimenarsi su ritmi quasi tribali mentre il resto del gruppo lo guarda come i genitori guardano il figlio correre nel parco urlando di guardarlo). Il concerto si conclude con Iron Fist (sull'ultimo album e' infatti presente questa cover dei Motorhead) e "Beer beer", storico cavallo di battaglia che giustamente tengono in chiusura. Sul finale, come sempre, Jarvela s'intrattiene piu' degli altri a salutare il pubblico come se non ci fosse un domani, quasi commosso. L'ho sempre visto cosi': o noi italiani gli piacciamo tanto o e' facilmente commovibile.

Festival quindi abbastanza classico: buone band, qualche piacevole sorpresa, conclusione con balli che sembrava d'essere ad un concerto di Branduardi. Il Paganfest e' una festa che difficilmente delude: si sa a cosa si va incontro (e lo si trova).

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Molte altre foto del pubblico sono disponibili sulla fanpage di Musica Metal di Facebook, nella sezione 'Pubblico 2011': andate a visitarla e guardate se vi riconoscete - le foto più recenti sono in fondo alla cartella. I tag sono liberi...!

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4
4 commenti
4
02 Apr 2011
alle 13:52

HellmaX

Se eri ironico,non s'è capito...o se vuoi non ho capito io :)

3
01 Apr 2011
alle 14:50

Denis

Grazie HellmaX per aver deciso di estrarre una mia frase senza contare che io stesso avevo detto che non era niente di incredibile.

2
30 Mar 2011
alle 14:10

HellmaX

Beh, "finalmente qualcosa di diverso" vedere una band (sti MoonSorrow) che abbandona il palco in quel modo mi se sembra eccessivo. Gli Shellach (ma non solo loro) da sempre scovano sistemi originali x chiudere i loro concerti,tipo lasciare il batterista sul palco da solo,x ultimo, a sfumare...ma anche gli italianissimi Teatro egli orrori fanno esattamente la stessa cosa,ripresa sempre da loro,fatto col gruppo precedente i One Dimensional Man.

1
30 Mar 2011
alle 00:19

ISKE

Per fortuna questa moda del finto metalfolk sta già scemando....non c'è nulla di peggio dei metal folk nerd true poser

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