AVENGED SEVENFOLD: foto-report del concerto a Treviso - 07.06.2011

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Clicca qui per vedere le foto scattate da Marianna Stefani al concerto degli Avenged Sevenfold al Palaverde di Treviso il 7 Giugno: ci sono anche la scaletta suonata, e i commenti allo show!

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Tornano gli Avenged Sevenfold in Italia, e Marianna Stefani era in prima linea per scattare delle foto al concerto, e raccontarci un po’ com’è andata. A quanto pare, a fronte di un pubblico caldissimo, gli A7X hanno suonato un po’ troppo poco…

AVENGED SEVENFOLD - live @ Palaverde, Villorba / Treviso, Italy
Martedì 7 Giugno 2011

SETLIST:

01. Nightmare
02. Critical Acclaim
03. Welcome to the Family
04. Almost Easy
05. Buried Alive
06. So Far Away
07. Afterlife
08. God Hates Us
09. Bat Country
10. Unholy Confessions (Crossroads riff interlude)
—–
11. A Little Piece of Heaven

Photos and report by Marianna Stefani

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Molte altre foto del pubblico sono disponibili sulla fanpage di Musica Metal di Facebook, nella sezione ‘Pubblico 2011′: andate a visitarla e guardate se vi riconoscete - le foto più recenti sono in fondo alla cartella. I tag sono liberi…!

 

Il mio non è propriamente un report, chi ha letto in passato i miei altri commenti sui concerti, lo sa bene. Le mie sono solo impressioni molto personali corredate da foto (spero che le giudichiate belle foto!).
Quindi, non vi scandalizzate se non sono la persona più esperta di Avenged Sevenfold al mondo: anzi, a dire il vero non sapevo un granchè su di loro, fino a qualche giorno prima del concerto! Mi sento però in dovere di ringraziare Luigi Vignando dell’agenzia Azalea, che all’ultimo secondo è riuscito a trovarmi un posticino tra la super-selezione di fotografi presenti all’evento, per potervi offrire una galleria fotografica e qualche parola sullo show.

Comunque… arrivo al Palaverde beata e pacifica, con più di mezzo litro di Red Bull in corpo, saluto la solita combricola di fotografi con i quali mi avvio verso il photo-pit, arrivo sotto al palco e guardo stupita la gran scenografia: tre enormi cancelli di ferro battuto coprono la parte restrostante del palco, il tutto sovrastato dall’enorme telone con lo stemma di Nightmare, ultimo, acclamatissimo, amatissimo e supermegapositivamentissimamente recensito album della band, con un bel teschio dalle ali di pipistrello che ti guarda minaccioso e devo proprio dire che al calare delle luci, la cosa potrebbe anche intimorire, data l’atmosfera da cimitero di notte creata con l’aiuto del leggero fumo che si espandeva lungo l’enorme palco.
Nell’attesa mi guardo in giro. Mi sento vecchia! L’età media è bassa, ma il pubblico caldissimo… e quando calano le luci, le urla dei fan si fanno prepotentemente strada nelle mie orecchie e il concerto ha finalmente inizio. Si parte con Nightmare, e il Palaverde di Treviso, riempito in buona parte, si scatena ed impezzisce per il quartetto californiano capitanato da Matthew Shadows. Quartetto-più-uno, se vogliamo. Come saprete, il batterista storico della band, The Rev (James Owen Sullivan) è scomparso l’anno scorso, ed è stato sostituito nella registrazione dell’album da che Mike Portnoy, batterista dei Dream Theater nonche batterista preferito dal defunto Jimmy. Ora che Mike è andato via, l’arduo compito di coprire la posizione di Jimmy e del mostro sacro Portnoy, è stato affibiato ad Arin Ilejay, musicista praticamente sconosciuto ma in grado di coprire ottimamente questo difficile ruolo.
Direi che nonostante le giovane età, i ragazzi meritano pienamente tutte le lodi tessute a loro favore da etichette, critici, riviste e pubblico. La mia piccola ricerca in internet mi ha sopreso, mai letto così tante recensioni positive ed è raro trovare una band di giovani ragazzi che sono riusciti a scalare la vetta del successo in così poco tempo. Buona interazione tra i musicisti, look che andava dallo stile macho man del tamarrissimo Matthew, che ha passato tutto il concerto coi Ray-Ban, al semi-emo dei chitarristi Zacky Vengeance e Synyster Gates, per passare al punkettone Johnny Christ. Bella esibizione, si sono donati al pubblico con grande foga, ma come sempre, cè un “ma”. L’illuminazione era a dir poco ottima, anzi, anche troppo, infatti le prime foto sono completamente bruciate, non essendo abitiata a fotografare un concerto con così tante luci.
Il disastro però è stato quando sono uscita dal phot-pit per fare un tour nel palazzetto. Dal fondo del non riuscivo a sentire la voce del cantante, e spostandomi negli spalti ho dovuto subirmi un fastidioso guazzabuglio di suoni, batteria e basso quasi indistinguibili, un gran casino insomma. Dagli spalti però sono riuscita a godermi comunque un bello spettacolo visivo: corna perennemente al cielo, hole fra il pubblico, salti e stage, e anche qualche pretesa di circle-pit. E devo dire che da li vedevo questi ragazzini che si schiantavano l’uno con l’altro ridendo, e al termine delle botte tutti si abbracciavano e si stringevano le mani complimentandosi! Che bello! Giuro che è stato davvero piacevole. Perfino negli spalti non ho visto nessuno seduto, tutti in piedi a saltare, cantare, far casino.
Ma… altro “ma” è stata la durata del concerto. Dopo un’ora scarsa, la band si è ritirata nel backstage, facendosi desiderare per qualche minuto per poi risbucare fuori per un unico bis. Dopodichè, lanci di plettri e baci al pubblico, e tutti a casa.
Come prima volta, la band mi ha incuriosita, tanta energia, tanta giovinezza, tanto cuore. Di sicuro se ci sarà l’occasione farò il possibile per rivederli. Ma forse, per tutti gli altri che erano lì, spendere 40 euro per poco più di un’ora di concerto, è stato abbastanza.

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