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Joey Tempest Europe intervista per MusicaMetal: a Milano per Bag Of Bones 2012

Giovedì 10 Maggio 2012, 11:40 in Intervista in Esclusiva di

'Abbiamo dato l'addio agli Anni Ottanta': è uno dei tanti modi in cui Joey Tempest descrive il nuovo album degli Europe, Bag of Bones, durante l'intervista a MusicaMetal. Leggi la traduzione in Italiano, e guarda il video!

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Europe: ancora una volta sotto i riflettori. Certo, si potrebbe dire che, dopo essere tornati sulle scene nel 2003 (dopo 11 anni di assenza dalle scene), la band svedese sia sempre stata sotto i riflettori, così come tutte le altre band hard rock di una certa caratura, ma con l'uscita di Bag of Bones, nono disco in carriera, l'attenzione è tornata altissima: basti pensare che qui in Italia Joey Tempest e John Norum sono stati ospiti di Radio Deejay, e che due riviste specializzate come Metal Hammer e Metal Maniac abbiano dedicato loro la copertina dei numeri di Maggio 2012.
Per 'spingere' ancor di più il disco, il cantante e il chitarrista sono anche passati da Milano per un coinvolgente showcase acustico (di cui potete vedere le foto e i commenti cliccando qui), e immediatamente dopo il termine della lunghissima signing session, Joey Tempest si è concesso ai microfoni di Musica Metal, per una approfondita intervista.
Eccola qui di seguito, nella sua versione video, e poi completamente tradotta in Italiano. Vi consiglio in ogni caso di dare un'occhiata anche al video, sia per il saluto iniziale a questo sito, sia per seguire la gestualità e la proprietà di linguaggio di Joey, che per ogni domanda riflette a lungo, per trovare la risposta più coerente...

Ecco la traduzione in Italiano dell'intervista. Buona lettura! -i commenti alle domande e le risposte sono graditissimi!-

Ciao Joey! Come stai?
Io sto benissimo, proprio bene! E tu?

Anche io sto bene, mi sono molto divertito allo showcase acustico che avete appena terminato!
Come avete scelto le canzoni da suonare durante questo breve concerto?

Le abbiamo scelte poco prima di salire sul palco, ci siamo confrontati io e John - lui voleva suonare qualcosa da The Final Countdown, io volevo suonare assolutamente Not Supposed To Sing The Blues, e poi ci abbiamo aggiunto anche Rock The Night per iniziare. Ci siamo anche divertiti con qualche jam sul palco!

joey_tempest_feltrinelli_milano_2012_europe.JPGVuoi ripetere davanti alle telecamere di Blogosfere come si chiama in Italiano il vostro nuovo album?
Nooo, me lo sono già scordato! Mi stavo solo divertendo un po', e penso pure di aver sbagliato la pronuncia. Dimmelo tu, come si chiama correttamente!

Bag Of Bones... sacco d'ossa!
Oh yeah, Sacco D'Ossa!

Complimenti per questo Sacco D'Ossa: è uscito settimana scorsa, ed è già al top della classifica svedese, e in posizioni alte di altre classifiche di vendita internazionali.
Sono le posizioni più alte in classifica dai tempi di... Out Of This World, penso, o forse da Prisoners In Paradise. Le recensioni sembrano tutte positive, l'interesse è molto alto per questo disco, e ovviamente ne siamo molto contenti.

Avevi la percezione di tutto questo interesse per Bag Of Bones, prima che uscisse? Sentivi la tensione nell'aria intorno agli Europe?
No, non pensavo ad una attesa del genere! Di sicuro Last Look At Eden ha fatto un gran lavoro per far aprire la mente (e le orecchie) a molti ascoltatori, vecchi e nuovi, per far sentire la direzione musicale degli Europe, e quando abbiamo pubblicato i primi sample di Bag Of Bones le reazioni sono state tutte positive, anche oltre alle nostre attese!

europe_bag_of_bones_album_cover_2012.jpg In effetti tutte le recensioni che ho letto sono positive! Una cosa che mi ha stupito, però, è che molti recensori sono ancora stupiti dal fatto che voi suoniate hard rock. Insomma, sono sorpresi che il vostro sound non sia più quello di The Final Countdown (canzone che viene citata ancora adesso in ogni recensione). Tu come li prendi, questi commenti ancorati al passato?
Noi vogliamo fare qualcosa di nuovo e interessante per noi stessi, vogliamo divertirci con ogni nuovo disco. Se non ci divertissimo e suonassimo sempre le stesse cose, probabilmente smetteremmo completamente di suonare. Gli anni Ottanta, The Final Countdown... sono cose finite, sono ricordi del passato. Ci piace suonare alcuni di quei brani dal vivo, perchè piacciono ai fan e durante i concerti c'è l'atmosfera giusta, ma quando siamo in studio e scriviamo nuove canzoni, vogliamo seguire la nostra creatività, vogliamo evolverci.

Parli di evoluzione, e in molte recensioni per Bag Of Bones si commenta proprio questa vostra 'maturità artistica' - al contempo però, il sound del disco è molto legato a quello che voi ascoltavate da ragazzi. Led Zeppelin, cose del genere... siete maturati tornando al vostro passato?
Stiamo maturando, provando cose che per noi sono nuove. Portiamo i nostri dischi in direzioni sempre diverse, e questa volta a livello musicale abbiamo trovato molta ispirazione nella musica che ascoltavamo da teenager. Di solito le esperienze nell'adolescenza sono quelle che rimangono con te per tutta la vita, e quando hai un po' di anni sulle spalle, inizi a guardare indietro a quel periodo, e vuoi ri-scoprire alcune cose. Non è stata una mossa premeditata, semplicemente il sound ci è venuto così, questa volta.

Il blues è un'altra influenza chiarissima su Bag Of Bones. Suppongo sia stato John Norum a portarla, visto che anche il suo ultimo disco solista si chiama 'Play Yard Blues'. Voi altri eravate pronti ad accettare queste influenze, o ne avete discusso prima di portare il disco in quella direzione?
Non direi che ia stato John a 'portarci' sulla strada del Blues, penso che ognuno di noi abbia seguito un percorso personale che ci ha portato verso queste sonorità. Ognuno ascolta cose diverse, dai Rival Sons a Joe Bonamassa, ma alla fine quando ci siamo trovati insieme, abbiamo scoperto che stavamo tutti virando verso il blues.
John chiaramente è sempre stato quello più appassionato di blues, ma tutti noi, negli anni, abbiamo intrapreso un viaggio per esplorare le varie facce dell'hard rock. All'inizio ho esplorato le tastiere, ma ormai è roba del passato; con Secret Society abbiamo esplorato suoni moderni, molto precisi, un hard rock diretto e duro. Questa volta, ci siamo soffermati su questo tipo di suoni, in maniera totalmente spontanea.

Qualche tempo fa mi sono trovato a discutere proprio di questi argomenti con Duff McKagan, ex bassista dei Guns N'Roses: molte canzoni dei Velvet Revolver sono orientate sul blues, e lui sosteneva che più si invecchia, più si tende ad ascoltare musica più raffinata, perdendo un po' l'interesse nel ripetere sempre i soliti due-tre accordi punkrock. Tu come la vedi? Il blues è 'roba da musicisti sulla via dell'invecchiamento'?
Quando hai suonato migliaia di concerti, inizi a scoprire come esprimere te stesso al meglio. Le pop-bands non vanno molto in tour: fanno un disco, fanno dei concerti-evento, ma non suonano ogni giorno per mesi e mesi, non vivono nel mondo del rock and roll: non conoscono le lunghe attese nei pomeriggi prima di un concerto, e dopo lo show non vanno a bere, a divertirsi, a vedere cosa succede in giro. Lo stile di vita rock and roll ti porta a scrivere del rock and roll stesso. Ascolti musica sempre più rock, e cerchi testi sempre più significativi, piuttosto che canzoni che parlano di cose banali. Questo è quello che, alla fine, ti offre il blues-rock.
Per noi sarebbe difficile, oggi, sederci e scrivere un album come fanno tante band, usando il computer per scambiarsi idee, stando seduti ognuno a casa sua: con l'esperienza abbiamo scoperto che la cosa che ci piace di più è trovarci tutti insieme in studio (in una sala d'incisione vintage, tra l'altro), scrivere insieme e non sistemare niente in post-produzione con la tecnologia. La cosa che ci interessa di più è scrivere Le Canzoni, qualcosa che ci appaghi e che sentiamo ci rappresenti al giorno d'oggi, con riff adeguati alle nostre sensazioni.
C'è sempre una sorta di competizione con i nostri vecchi album e con le migliori band che sono in giro in questo momento: vogliamo misurarci con le band migliori e con i dischi migliori, altrimenti non vale nemmeno la pena mettersi a scrivere nuove canzoni. Però, con il tempo, abbiamo imparato a rilassarci, a fidarci della nostra esperienza, costruita con i vecchi dischi e con migliaia di concerti.

europe2012.jpg Ascoltando i testi di Bag Of Bones, mi pare di scoprire una vena malinconica, se non direttamente pessimista: Rags To Riches narra di una storia 'dalle stelle alle stalle', in Doghouse dici che non importa quel che fai, finisci sempre in punizione, e c'è anche un brano chiamato Requiem. Quanto di te stesso c'è in questi testi 'pessimisti'?
Devo dire che mi sentivo molto malinconico quando ho iniziato a scrivere le nuove canzoni. Ma poi ogni canzone ha la sua storia, e non riflette un solo sentimento.
'Riches To Rags' è il mio brano preferito sul disco, al momento, e in un certo senso parla della band perchè sentivo che avremmo dovuto distruggere tutto il nostro passato, per poter registrare il nuovo album.
'Requiem' è un addio agli Anni Ottanta. E' il nostro modo di dire addio all'epoca, e in effetti la prima versione del brano era intitolata proprio 'Requiem To The Eighties'. Quando abbiamo sentito per la prima volta la versione completa del brano, eravamo tutti insieme in studio e ci siamo messi in posa funebre, con le mani incrociate sul petto, e abbiamo detto 'Addio, anni Ottanta!'. Eravamo in uno studio degli anni Settanta, stavamo suonando hard rock influenzato dagli anni Settanta... era il momento giusto per dire addio.
'Not Supposed To Sing The Blues' è una riflessione, forse amara, che nasce proprio dalla malinconia che provavo quando ho iniziato a scrivere il disco, ovvero subito dopo aver concluso il lunghissimo tour di Last Look At Eden. Mi sentivo uno straccio, ma dovevo scrivere il nuovo album, e quindi mi sono messo a suonare in maniera quasi inconscia: 'Bag of bones, bag of bones, i feel like a bag of bones': un mucchio d'ossa! Suonando il mio umore è migliorato, e ho usato quelle strofe come punto di partenza, arrivando a capire che dovevamo arrivare quasi all'autodistruzione, per ricominciare di nuovo. Dovevamo seppellire il passato, per guardare al futuro. Quelli che hai davanti sono dei nuovi Europe. Quelli di bag Of Bones sono degli Europe diversi.
I 'nuovi' Europe si esprimono in questo modo, scrivono queste canzoni - canzoni che sono molto varie, sul disco ci sono pezzi come Firebox che ti fa dire 'Wow, e questa da dove arriva?', poi c'è Riches To Rags che per me ha un significato speciale, poi c'è Bring It All Home, che è diversa da tutte le altre canzoni, e Drink And A Smile, che mi ha portato a esplorare sonorità che fino ad ora non avevamo esplorato. E' l'ultima canzone del disco, l'ho registrata per ultima, da solo nel mio studio a casa, in totale relax, segno che avevo seguito un percorso molto lungo, dalla prima canzone scritta all'ultima registrata.

Quindi adesso ti senti a posto e felice? Niente più malinconia?
Sì, tutta la band si sente a posto, abbiamo trovato il modo giusto per sentirci bene.

Ho un'ultima domanda, una curiosità che ho da molto tempo. Quali sono le relazioni fra gli Europe e le altre band rock? Non si leggono mai notizie del tipo "Gli Europe erano in giro con questa band e han fatto qualcosa di strano", cose di questo genere. Frequentate la scena rock svedese? Frequentate la scena rock in generale? O vi piace stare per conto vostro?
Mmm. Gli Europe sono sempre stati una band solitaria, perchè la nostra carriera è iniziata a Upplands Väsby, e non siamo mai passati da Stoccolma. Siamo partiti da Upplands e siamo arrivati immediatamente in tutto il mondo, quindi non abbiamo mai fatto parte della "scena svedese". Ovviamente negli anni abbiamo incontrato molte persone, molti musicisti... Ad esempio è stato grandioso lavorare con i Def Leppard, Joe Elliott è un grande.
Io ogni tanto vado a concerti, l'ultimo che ho visto sono stati i Rival Sons con i Black Stone Cherry a Londra, e penso siano due band fantastiche. Però non mi sono fermato a chiaccherare con loro, devo ammettere che non socializziamo molto quando siamo in giro. John però conosce tutti, ha abitato a Los Angeles per anni e anni, ed è una città in cui tutti incontrano tutti. John è molto più socievole di me, e lo apprezzo per questo, mentre io sono molto più riservato: ho un po' di amici a Londra, un po' di amici a Stoccolma, ho la mia band, ed è tutto quello di cui ho bisogno.

joey_tempest_paolo_bianco_2012.jpg Hai molti 'amici (e amiche!) virtuali' anche qui in Italia, il vostro fanclub è attivissimo, e vi ha mostrato tutto l'affetto anche poco fa, allo showcase alla Feltrinelli, dove vi hanno portato da firmare di tutto! Ti piace il calore Italiano?
Yeah, lo adoro! Avete un'enorme passione per il rock and roll, e non avete paura a mostrare il vostor affetto!

Ti sei sentito un 'dio del metallo', al Gods Of Metal Festival l'anno scorso?
Ehehe, sì, è stato un bel festival!
Mi ricordo che c'erano i Mr. Big, e soprattuto i Judas Priest. Siamo rimasti fino alla fine, per vedere i Judas, perchè suonavano le loro canzoni più vecchie e ci piacciono molto. L'unico neo è che abbiamo suonato di giorno, mentre io preferisco suonare quando il sole è tramontato, crea un'atmosfera migliore. In ogni caso, è stato un buon concerto, che ricordo con piacere.

Avrai modo di suonare di sera durante il tour che avete appena annunciato, e che vi vedrà in concerto in Italia per quattro date headliner in Ottobre...
Andare in giro come headliner di un tour permette di farsi il proprio concerto, di creare certe dinamiche sul palco, suonare per il proprio pubblico. Posso dire fin da ora che saranno ottimi concerti!

 

LINK UTILI

- Europe showcase acustico Feltrinelli Milano: foto, video, setlist del 7 Maggio 2012
- JUDAS PRIEST, WHITESNAKE, EUROPE: le prime foto e le setlist dal Gods Of Metal 2011
- EUROPE: le foto dal concerto di Milano - 26.01.2010
- EUROPE: foto e report dal concerto a Nonantola - 29.01.2010
- EUROPE: le foto esclusive del concerto a Milano - 23.01.2007

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10 Gen 2013
alle 00:00

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