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Gojira L'Enfant Sauvage: video-intervista con Mario e Joe Duplantier (Giugno 2012)

Giovedì 5 Luglio 2012, 17:45 in Intervista in Esclusiva di

Guarda la video-intervista (e leggi la traduzione in Italiano) con Mario e Joe Duplantier, fratelli impegnati nei Gojira, il cui ultimo album, L'Enfant Sauvage, sta scalando le classifiche in tutto il mondo.

gojira_live_udine_2012.jpg

Sono passati ben quattro anni, da quando uscì The Way Of All Flesh, il disco (terzo in carriera) che fece letteralmente splodere i francesi Gojira sulla scena mondiale. Ammettiamolo, di metal francese non si sente parlare spesso, e quindi già essere riusciti ad andare al proprio genere di nicchia è un compito non facile. Per il nuovo disco la band si 'azzarda' addirittura a usare un titolo nella lingua madre: L'Enfant Sauvage, con echi esotici di teorie psicologiche e di film di Francois Truffaut. Il contenuto del disco, però, è esplosivo, e sta scalando le vette delle classifiche mondiali. Ne abbiamo parlato, nei camerini dello Stadio Udine, con Mario e Joe Duplantier, fratelli e rispettivamente batterista e chitarrista/cantante della band. I Gojira erano da poco scesi dal palco dello Stadio, in qualità di opener del concerto dei Metallica. Uno show purtroppo tagliato corto a causa di un guasto al tourbus, ma la band sembrava comunque soddisfatta per il risultato...

Come ci si sente ad essere chiamati ad aprire di nuovo per il tour dei Metallica?

Joe: Ci hanno chiamati la prima volta due anni fa, per suonare prima in America e poi in Europa. Finito il tour ci siamo presi una pausa per registrare il nuovo disco... e adesso ci hanno invitato di nuovo! All'inizio era un sogno che diventa realtà... adesso è il sogno che continua e continua!

Il titolo del vostro nuovo disco, L'Enfant Sauvage, mi attira molto, visto che si può riferire ad interessanti teorie psicologiche, oppure ad un film di Francois Truffaut. Cosa dobbiamo leggere, in un titolo del genere?

Joe: Il significato sta tutto nel titolo, che si può tradurre come 'Ragazzi selvaggi'. Noi ci vediamo così, persone che hanno difficoltà ad inserirsi in un mondo standardizzato. Siamo educati, siamo civilizzati, sappiamo come parlare alla gente, ma non ci sentiamo integrati, c'è dentro di noi un sentimento indescrivibile che ci divide dagli altri. Il termine Enfante Sauvage rappresenta benissimo queste sensazioni, ed essendo una band francese, abbiamo scelto un titolo francese, sperando che possa essere compreso e tradotto bene nel resto del mondo.

Pensi che il metal possa aiutare a portare a galla questo 'Enfant Sauvage', il lato selvaggio di noi?

Joe: Sì, assolutamente!

Mario: Sì, c'è una connessione fra un Enfant Sauvage e la libertà, e nella comunità metallara ci si esprime senza compromessi, senza la sovrastruttura "educata" della società. Dolore, gioia, rabbia, ci si sfoga ascoltando la canzone giusta, ed è un aspetto assolutamente positivo della musica metal.

gojira-lenfant-sauvage.jpg Quanto 'selvaggi' vi sentite voi? Vi sentite totalmente liberi e slegati dalla società, o vi sentite ancora legati alle regole civili?

Joe: Vorrei tanto sentirmi totalmente libero, sicuramente sarebbe fantastico. Ma purtroppo siamo esseri umani, e anche se scegli di seguire la tua strada, e riesci a non scendere a compromessi -come facciamo noi con la nostra musica, ad esempio- c'è sempre qualcosa che ti tiene legato alle responsibilità, ai rapporti sociali. Stare sul palco è piena libertà, anche se devi raggiungere un equilibrio con gli altri membri della band. Ma tutto il resto, nel mondo della musica, è decisamente meno libero: le trattative per registrare un disco, per un contratto discografico, per organizzare un tour. E spesso, stare in una band metal non ti aiuta nemmeno con il pagare l'affitto di casa, quindi decisamente sei legato a questioni terrene e materiali!
Perlomeno, però, noi ci proviamo, ad essere liberi...

Cosa vorrebbe dire, per voi, essere liberi?

Mario: Penso sia difficile essere liberi senza essere anche disciplinati. Il momento in cui mi sento più libero io, è quando sono dietro alla batteria e la suono lasciandomi andare completamente. Per far questo, però, devo passare ore e ore in sala prove, ad allenarmi. Mi devo allenare per suonare meglio, e sentirmi più libero.

Quando uscì il vostro disco precedente, 'The Way Of All Flesh', voi lo definiste come 'più estremo, più veloce, più tecnico', e la critica sembrò darvi ragione. Adesso che esce 'L'Enfant Sauvage', come potete definirlo? Siete saliti di livello come velocità e tecnica?

Joe: E' semplicissim descrivere il nuovo disco rispetto al precedente: è ancora più estremo, ancora più veloce, ancora più tecnico! Ancora più tutto! Ahahaha.
Parlando seriamente, siamo ancora noi quattro, siamo ancora la stessa band, abbiamo ancora la stessa energia e lo stesso sound. Abbiamo più esperienza, e sappiamo meglio cosa vogliamo, e sappiamo meglio come lavorare per ottenerlo.

C'è un brano in particolare che potrebbe sorprendere un vostro fan, qualcosa di inaspettato?

Joe: Io spero che siano sorpresi da tutto il disco! Ahahah.
Forse però non c'è niente di inaspettato, di imprevedibile a livello compositivo, perchè siamo sempre noi e il sound è il nostro, molto personale. Non ci sono ospiti pop, non ci sono arpeggi blues... è un album metal, è la nostra musica.

Mario: Spero che gli ascoltatori rimangano stupiti per la maturità nei suoni, e soprattutto nella voce, penso trasmetta molte più emozioni che in passato.

Non so se è lo stesso nel resto del mondo, ma qui in Italia siete molto amati da una frangia di metallari che definirei 'intellettuale'. Non è assolutamente un'offesa! Voglio dire, il vostro sound è molto potente, ma raffinato al punto da stimolare qualcosa negli ascoltatori più esigenti...

Joe: Mi sembra un ottimo complimento! E se proviene dall'Italia, patria di grandi menti, è ancora meglio! Amiamo l'Italia... ci siamo goduti il catering a questo concerto, il vostro cibo è ottimo ovunque!

Mario: Io sono stato in vacanza a Matera... uno dei posti più belli che abbia mai visto nella mia vita!

Voi vi sentite rappresentanti di un 'metal intellettuale'?

Mario: Beh, cerchiamo di usare molto il cervello, Joe si concentra molto per scrivere i testi, e le nostre canzoni hanno una struttura molto complessa. Joe: I testi sono piuttosto riflessivi, anzichè parlare di sangue, di violenza e cose simili. Ma sono il prodotto naturale di quel che mi passa per la testa, non scrivo certi testi solo per fingermi intellettuale. Quando salgo sul palco, spesso le prime parole che pronuncio verso il pubblico sono 'Fate headbanging, bastardi!', non mi metto a fare discorsi filosofici!
E' semplicemente il modo in cui ci esprimiamo tramite la nostra musica - c'è chi parla di violenza 'ignorante' ed ha un enorme impatto sul pubblico con una musica incredibile, e c'è chi, come noi, ha testi più complicati, ma alla fine cerca di avere un impatto tramite la musica più pesante possibile. Noi cerchiamo una via di mezzo, ma tutti gli approcci vanno bene, finchè si sale sul palco e si scatena un'emozione nel pubblico!

LINK UTILI

Gojira concerto Udine: foto, video, setlist dallo show di supporto ai Metallica - 13.05.2012

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