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The Gaslight Anthem Handwritten: l'intervista alla band

Mercoledì 25 Luglio 2012, 15:03 in Intervista in Esclusiva di

Abbiamo incontrato i Gaslight Anthem in occasione dell'uscita di Handwritten, il loro quarto album. Leggi l'intervista di Arianna Ascione!

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Esce oggi Handwritten, il nuovo disco dei The Gaslight Anthem. Noi li abbiamo incontrati per una intervista in occasione del loro concerto in apertura dei Soundgarden - ecco la traduzione in Italiano della chiacchierata di Arianna Ascione, per parlare del quarto album della carriera della band americana, e del lato live della loro musica.

Cosa dobbiamo aspettarci da Handwritten?
E' il nostro primo disco pubblicato per una major (la Mercury Records, una sotto-etichetta della Universal Musica), e per la prima volta abbiamo sentito la pressione di dover scrivere un disco che la gente fosse spinta a comprare. Non vuol dire che il disco è 'commerciale', ma intendo dire che i nostri predcedenti lavori erano scritti pensando unicamente a noi, anzi eravamo sorpresi se qualcuno li comprava e se siamo arrivati dove siamo arrivati. Questa volta invece, sappiamo che qualcuno si aspetta qualcosa da noi: l'etichetta spera di vendere un po' di copie di Handwritten!
Quindi il nostro approccio è stato come se dovessi ricominciare tutto da capo, e l'energia scaturita è paragonabile a quella del primo disco! Avevamo sei settimane per regisrare il disco, ma lo abbiamo fatto in tre! Non so se sia una cosa positiva o negativa, ma di sicuro avevamo una certa 'urgenza creativa', e siamo stati velocissimi nel registrare l'album.
Il risultato, è che Handwritten è un disco che suona esattamente come vorremmo che suonassero i Gaslight Anthem, il nostro sound personale. Sui primi due dischi di qualsiasi band, si sentono sempre moltissimo le influenze dei gruppi che li hanno ispirati, ma in seguito si può iniziare ad apprezzare un loro stile più personale. Ecco, Handwritten per me rappresenta proprio questo, il disco che suona come dovrebbero suonare i Gaslight Anthem! Il disco infatti è nato da lunghe jam fra noi cinque, ormai siamo insieme da tanto tempo e ognuno si adatta allo stile dell'altro.

Come avete vissuto il passaggio da una etichetta indipendente ad una major?
Il nostro contratto con la Side One Dummy Records era scaduto con il terzo disco, e non avevamo nessun problema con loro, ci siamo sempre trovati bene. Ma essendo un'etichetta indie, non avevano accesso ad un network di contatti come può offrirlo una major. Avevano una sola persona per gestire tutti i rapporti internazionali, mentre adesso abbiamo un team di persone che si occupa della promozione in ogni nazione. Pensiamo fosse il passo giusto da fare per portare ad un altro livello la nostra carriera: prima c'era una persona ad occuparsi di farci ottenere interviste in tutto il mondo, adesso ce ne sono cinque in ogni nazione per fare lo stesso lavoro, e infatti stiamo facendo molte più interviste, ci si sente più alla radio, e così via. Joe e Bill alla Side One Dummy, comunque, sono stati molto comprensivi, e anzi ci hanno detto che sostenevano la nostra scelta, e che se non fossimo stati soddisfatti dei risultati, avremmo potuto tornare con loro.

Come primo incarico con una major, siete stati invitati a suonare con i Soundgarden!
E' un piacere suonare con i Soundgarden, perchè si vede che sono contenti di suonare le loro vecchie canzoni. E' una buona reunion, al contrario di altre band che suonano solo per soldi. Abbiamo suonato ad un festival con gli At The Drive In, e li abbiamo visti suonare senza metterci il cuore, solo per arrivare alla fine del set e incassare l'assegno.

E dei Refused cosa mi dici?
Stanno suonando degli ottimi show, e anche questa reunion mi sembra fatta per le ragioni giuste. Di Dennis ho piena fiducia, perchè il primissimo tour europeo dei Gaslight Anthem è stato di supporto ai The Lost Patrol, una delle band di Dennis quando non suonava con i Refused. E li abbiamo visti nel backstage a mangiarsi dei sandwich, dopo lo show si caricavano da soli gli strumenti sul furgone... insomma Dennis ha venduto milioni di dischi, eppure faceva tutto da sè. Ma la cosa veramente incredibile è che per alcuni show il nostro contratto non prevedeva un pagamento, e Dennis ci ha pagato di tasca sua, dandoci parte del suo incasso, per permetterci di tirare avanti! Non dico che sia un santo, ma poco ci manca!

Tornerete in Italia fra pochissimo, come supporto dei Foo Fighters al concerto di Codroipo.
Se qualcuno tredici anni fa mi avesse detto che avremmo suonato con i Foo Fighters, non ci avrei creduto! La cosa ottima dei Foo Fighters è che il loro pubblico è molto aperto ad ascoltare musica nuova e band nuove, quindi i concerti che abbiamo già fatto con loro, ci hanno portato molti applausi e molti nuovi fan. Non voglio parlare male di nessuno, ma diciamo che il pubblico dei Soundgarden, fino ad ora, ci ha un po' snobbato... ma ok, magari è solo perchè i fan dei Soundgarden erano troppo eccitati dall'attesa di vedere un concerto della band dopo 15 anni!

Che farete, finiti i festival estivi?
Continueremo a suonare, ovviamente, ma questa volta inzieremo un tour da headliner nei club, e suoneremo i brani del nuovo disco. Adesso, nel nostro ruolo di band di supporto in questi grossi concerti, presentiamo principalmente le nostre canzoni più conosciute, e un paio di quelle nuove. Ma ci esprimeremo al meglio in Autunno, con i nostri show più lunghi e più intimi!

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